COPPA ITALIA, INTER-JUVENTUS 1-2

Dopo il vantaggio di Lautaro i bianconeri passano con la doppietta di Ronaldo

MILANO - Come ce la spieghiamo, questa sconfitta? Iniziamo con una domanda, un interrogativo che sembra obbligatorio al termine di un match che dice Inter 1 Juventus 2. Perché andando a ripensare a ri-analizzare, a riavvolgere il nastro di questa semifinale di andata, viene davvero da domandarsi dove e come i nerazzurri abbiano potuto uscire sconfitti. Andati in vantaggio all'8' con il gran gol di Lautaro, sono poi capitolati nel giro di nove minuti: prima un rigore per fallo di Young su Cuadrado, poi una incomprensione tra Bastoni e Handanovic che ha spianato la strada alla doppietta di Ronaldo. La ripresa all'arrembaggio è stata nel solco della sfortuna: Inter decisa e quasi arrembante, vicinissima in più occasione al gol del pareggio. Ci sono il tacchetto di Demiral e il guanto di Buffon a firmare l'1-2. A Torino, tra sette giorni, servirà l'impresa. Mancheranno Vidal e Sanchez, diffidati e ammoniti. 

La partita quasi perfetta dell'Inter dello scorso gennaio in campionato lascia i segni sulla preparazione del match: Pirlo cambia modulo e atteggiamento alla sua Juventus, che si presenta a San Siro con il 4-4-2 e con Kulusevski in marcatura a uomo su Brozovic. Il 3-5-2 di Conte ripropone appunto il croato al centro del centrocampo, con Darmian a destra al posto dello squalificato Hakimi e Sanchez in coppia con Lautaro.

Pressing alto, quasi asfissiante, aggressione a tutto campo: i bianconeri iniziano con il piede sull'acceleratore, soffocano i tentativi di uscita  e si piazzano nella metà campo nerazzurra. Non trovano varchi, e concedono in realtà il due contro due in campo aperto. A sfruttarlo è Sanchez, con i suoi consueti movimenti intelligenti a rientrare, gestire il pallone e smistare: Barella vola sulla destra, in quella posizione che aveva tanto fatto male alla Juve in campionato. Dal suo piede esce ancora un assist vincente: rasoterra, a chiamare l'anticipo del Toro. Lautaro è famelico e rabbioso nel bruciare De Ligt e nel battere Buffon, di destro.

 

L'1-0 mette l'Inter in condizione di vantaggio e costringe la Juve ad aumentare ulteriormente il ritmo. Handanovic non corre rischi e sono due episodi sfortunati a ribaltare, nel giro di nove minuti, il match. Prima il rigore dell'1-1, assegnato da Calvarese dopo la on-field-review per una trattenuta di Young su Cuadrado: Ronaldo non sbaglia dal dischetto. Al 35' il raddoppio, figlio di una indecisione tra Bastoni e Handanovic su una palla lenta nella metà campo nerazzurra: ad approfittarne è Ronaldo che da posizione defilata deposita in porta di sinistro.

È un colpo brutto e inaspettato, perché figlio di un regalo, di fatto. Non che l'Inter abbia punto spesso dalle parti di Buffon, ma la Juve stessa, nonostante il predominio territoriale, non aveva dato eccessivi segnali di pericolosità.

Ingeneroso, il risultato del primo tempo. L'Inter lo sa e, senza stravolgersi, alza baricentro, ritmi, intensità. La Juve, a dire il vero, va vicino al gol con Bernardeschi, con un grande intervento di Handanovic a dire no. Poi è solo Inter. Bella, reattiva, propositiva, pimpante. Una ripresa tutta giocata in avanti. La pressione cattiva costringe spesso la Juve a sbagliare: Vidal riconquista un pallone d'oro che Sanchez batte in porta, trovando il salvataggio incredibile di Demiral sulla linea.

Le trame sono buone, ma non premiano i nerazzurri, bravi a combinare ma costretti dalla densità della Juve nella propria metà campo. Ma l'Inter ha voglia, preme, costruisce. Brozovic sale di ritmo, i tempi per il pareggio sono maturi ed è sempre Sanchez a districarsi tra le maglie bianconere e a servire Darmian: il suo sinistro, in area, è parato da Buffon, un intervento che salva letteralmente la partita.

 

Non cessa la pressione anche se la stanchezza aumenta: Eriksen, da poco entrato, partecipa ai tentativi finali. L'Inter chiude con 9 conclusioni nella sola ripresa ma il muro bianconero regge, in un finale di grande intensità e anche nervosismo, con cartellini anche pesanti: Vidal e Sanchez, diffidati, salteranno il ritorno.

Ecco, il ritorno: martedì a Torino l'Inter avrà bisogno di una prova maiuscola per ribaltare questo 1-2 beffardo e ingiusto. La grinta mostrata nella ripresa e la voglia di questa squadra non possono far altro che caricarci. Ma prima c'è la Fiorentina: appuntamento a venerdì.

IL TABELLINO

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 37 Skriniar, 6 de Vrij, 95 Bastoni (99 Pinamonti 85'); 36 Darmian, 23 Barella, 77 Brozovic (12 Sensi 85'), 22 Vidal ( 24 Eriksen 73'), 15 Young (14 Perisic 66'); 7 Sanchez, 10 Lautaro.
A disposizione: 27 Padelli, 97 Radu, 5 Gagliardini, 8 Vecino, 11 Kolarov, 13 Ranocchia, 33 D'Ambrosio.
Allenatore: Antonio Conte.

JUVENTUS (4-4-2): 77 Buffon; 16 Cuadrado, 28 Demiral, 4 De Ligt, 12 Alex Sandro; 14 McKennie (3 Chiellini 90'), 30 Bentancur (5 Arthur 76'), 25 Rabiot, 33 Bernardeschi (13 Danilo 70');  44 Kulusevski (22 Chiesa 90'), 7 C. Ronaldo (9 Morata 76').
A disposizione: 1 Szczesny, 31 Pinsoglio, 19 Bonucci, 37 Dragusin, 38 Frabotta, 41 Fagioli, 51 Peeters.
Allenatore: Andrea Pirlo.

Marcatori: 9' Lautaro (I), 26' C. Ronaldo su rig. (J), 35' C. Ronaldo (J)
Ammoniti: Demiral (J), Alex Sandro (J), Vidal (I), Young (I) C. Ronaldo (J), De Ligt (J), Arthur (J), Sanchez (I), Morata (J).
Recupero: 1' - 4'.

Arbitro: Calvarese.
Assistenti: Carbone e Peretti
Quarto Uomo: Massa.
VAR: Irrati.
Assistente VAR: Paganessi.


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