BROZOVIC, SKRINIAR, SANCHEZ: TRE SQUILLI NERAZZURRI, SHERIFF BATTUTO

Succede tutto nella ripresa: Inter-Sheriff finisce 3-1 e la squadra di Inzaghi sale al secondo posto nel Gruppo D

TIRASPOL - La trasferta più strana, in una città particolare, contro una squadra che ha saputo stupire in questo avvio di Champions League. Ingredienti per un mercoledì da non sbagliare, per di più alla vigilia del derby. Andare a Tiraspol, Transnistria, vincere, salire al secondo posto nel girone: questa la missione per la squadra di Inzaghi, compiuta nel migliore dei modi. 3-1, come a San Siro, quota 7 in classifica alle spalle del Real (a 9, dopo la vittoria sullo Shakhtar). Una vittoria maturata nella ripresa, dopo un primo tempo che aveva fatto pensare a quelle partite di Champions nelle quali inspiegabilmente, a fronte di montagne di occasioni, non si riusciva a urlare la parola gol. Ci hanno pensato Marcelo Brozovic, Milan Skriniar e Alexis Sanchez a gridarlo forte, allo Sheriff Stadium. Tre reti che indirizzano il match, e rendono inutile il gol al 92' di Traore. 

Lo Sheriff non è più la Cenerentola che ha sorpreso Shakhtar e Real. Non è più un mistero l'identità della squadra di Vernydub: l'approccio al match a Tiraspol è esattamente quello che ci si aspetta, ovvero una grande attesa e una propensione unica ad attendere la ripartenza giusta. Con queste armi lo Sheriff affronta l'Inter di Inzaghi, impostata con il classico 3-5-2 con Dzeko e Lautaro in avanti e Vidal sulla linea dei centrocampisti. Inter d'assalto, ma con giudizio.

Bisogna infatti ragionare, lavorare il pallone e scoprire i difetti nella fase difensiva dei padroni di casa per affacciarsi dalle parti del reattivo Athanasiadis, uno degli uomini simbolo dell'avvio in Champions della squadra di Tiraspol. Sono dialoghi fitti e a volte complicati, quelli nei quali si avventura l'Inter: azione corale che coinvolge tanti uomini, con Bastoni praticamente ad agire da terzino sinistro e Dimarco uomo in più sulla linea dei trequartisti.

Brozovic in costante appoggio, Vidal assaltatore assieme a Barella, Dzeko calamita di gioco e di uomini. L'Inter gestisce sempre il gioco (70% di possesso nel primo tempo) e va al tiro tante volte (13 nei primi 45 minuti). Lautaro al 7' manca la deviazione vincente dopo un fraseggio spettacolare Dzeko-Vidal. Proprio il bosniaco ha due occasioni enormi: prima manda fuori di testa da pochi passi, poi si inventa uno stop meraviglioso di petto, con Athanasiadis che gli chiude lo specchio della porta.

I corner di Dimarco sono un fattore nel match e mettono in apprensione la difesa. Lautaro viene murato due volte da Cristiano, poi è il palo a dire no all'argentino, capace di disegnare un meraviglioso tiro a giro di destro da fuori area. Non sfonda l'Inter, e c'è anche una componente legata alla cattiva sorte.    

Lo Sheriff non ha interesse a cambiare spartito, rinchiuso nel suo 4-5-1 che si distende solo con la riconquista del pallone. L'Inter sa che per non rivedere gli spettri dei match di coppa contro lo Shakhtar - con tante occasioni ma nessuno gol - ha bisogno di un qualcosa in più, di un pizzico di cattiveria e aggressività che possano mandare in tilt gli avversari. 

Vidal, guerriero per definizione, dà l'esempio, andando a testa bassa alla riconquista del pallone in avanti: proprio una sua sfuriata genera l'occasione del vantaggio nerazzurro, tanto agognato. Brozovic, fino a quel momento straordinario anche in fase di recupero del pallone, riceve palla e si inventa una sterzata magica al limite dell'area, con la quale manda fuori tempo due avversari. Gli si spalanca così lo specchio della porta - anche grazie al tuffo di Barella per liberare lo spazio -: il destro di Marcelo è fulminante e preciso. Athanasiadis deve arrendersi al primo gol del croato in 27 presenze in Champions League.

Lo svantaggio non cambia di un centimetro l'atteggiamento dello Sheriff, perciò è ancora e sempre l'Inter a dover dettare il ritmo di gara, anche per mettersi al riparo da possibili brutte sorprese. Castaneda sporca i guanti di Handanovic dalla distanza. Il 2-0 arriva, puntuale, sugli sviluppi di corner, con l'avanzata sempre inarrestabile dei centrali difensivi nerazzurri, pericolosissimi. La pennellata di Brozovic trova De Vrij, Athanasiadis si supera e respinge. Skriniar prova una prima volta a ribadire in gol, trovando di nuovo il portiere, poi caparbiamente segna: 2-0 e anche per lui prima marcatura in Champions League.

Il raddoppio di fatto addormenta il match. Sanchez e Correa attendono per quasi cinque minuti di entrare in campo: il pallone non esce e così si corre fino al minuto 82. Appena entrato, Alexis lascia subito il segno: va in pressione su Dulanto, gli soffia il pallone e fredda Athanasiadis.

Nel recupero il guizzo dello Sheriff, con la capocciata di Traore a fissare il 3-1 che chiude il doppio confronto con lo Sheriff proiettando l'Inter a quota 7 punti nel Gruppo D, dietro al Real a 9. 

IL TABELLINO

SHERIFF TIRASPOL (4-2-3-1): 30 Athanasiadis; 13 Costanza, 2 Arboleda, 55 Dulanto, 15 Cristiano; 31 Thill, 21 Addo (6 Radeljic 62'); 9 Traore, 22 Kolovos (77 Bruno 73'), 10 Castaneda; 17 Yakhshiboev (16 Julien 82').
A disposizione: 1 Celeadnic, 33 Pascenco, 8 Belousov, 19 Cojocari, 98 Cojocaru.
Allenatore: Vernydub.

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 37 Skriniar, 6 De Vrij (13 Ranocchia 85'), 95 Bastoni; 36 Darmian (2 Dumfries 46'), 23 Barella, 77 Brozovic, 22 Vidal, 32 Dimarco (14 Perisic 64'); 9 Dzeko (19 Correa 82'), 10 Lautaro (7 Sanchez 82').
A disposizione: 97 Radu, 5 Gagliardini, 8 Vecino, 11 Kolarov, 12 Sensi, 20 Calhanoglu, 33 D'Ambrosio.
Allenatore: Simone Inzaghi.

Marcatori: 54' Brozovic (I), 66' Skriniar (I), 83' Sanchez (I), 92' Traore (S)
Ammoniti: Addo (S), Darmian (I), Cristiano (S), Kolovos (S), Costanza (S), Skriniar (I)
Recupero: -, 2'.

Arbitro: Felix Zwayer (GER).
Assistenti: Rafael Foltyn e Marco Achmüller (GER).
Quarto Uomo: Sven Jablonski (GER).
VAR: Marco Fritz (GER).
Assistenti VAR: Harm Osmers (GER).


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