SHOW NERAZZURRO NEL DERBY, INTER IN FINALE DI COPPA ITALIA!

Doppietta di Lautaro e gol di Gosens: la squadra di Inzaghi attende in finale la vincente di Juventus-Fiorentina.

MILANO - La serata che tutti i tifosi si meritavano. Quella che i calciatori nerazzurri hanno trasformato nella notte perfetta. L'Inter è padrona di Milano. Il quarto derby della stagione è nerazzurro. E se ancora sopito si percepiva il rammarico per i precedenti, ecco che in 90' tutto viene spazzato via. Il Milan, soprattutto. Tre gol, tre squilli, tre mazzate che portano l'Inter in finale di Coppa Italia. Si giocherà a Roma, l'11 maggio. Di fronte una tra Juventus e Fiorentina. 

Che Inter. Dall'inizio alla fine. Quattro minuti per sconquassare la rete di Maignan con il destro al volo di Lautaro. Poi la solita fiera resistenza, la capacità di soffrire, di scegliere i momenti giusti per colpire. Ancora Lautaro per il 2-0. Un secondo tempo più in sordina, il brivido sul gol annullato da Bennacer, l'estasi finale col primo gol in nerazzurro di Gosens

800 giorni. Era una domenica di febbraio, a Milano faceva freddo, San Siro era bollente. C'era il derby, l'Inter era sotto 0-2. Poi quattro gol, uno dopo l'altro. Una rimonta storica,  una notte da sogno. Poi. Poi la pandemia, gli stadi vuoti. In mezzo i trionfi nerazzurri. E poi. E poi questa serata. 75mila sugli spalti, un altro derby, più di due anni dopo, con lo stadio pieno. In palio l'accesso alla finale di Coppa Italia. Basta questo, a descrivere le vibrazioni di questa partita? No, ma è un buon punto di partenza.

A che velocità può iniziare, un derby? Chiedetelo a Lautaro Martinez. Le coreografie che lasciano spazio ai giocatori, i tifosi che dopo aver salutato l'Imperatore Adriano, tornato al Meazza, si concentrano sulla partia. Pronti, via,  un boato. 181 secondi, poco più di tre minuti per dare una scossa. Perché questo derby l'Inter deve vincerlo: la semifinale premierebbe il Milan in caso di pareggio con gol, dopo lo 0-0 dell'andata. E allora avanti tutta.

Il gol è una meraviglia, un portento. Azione che parte da sinistra e viene rifinita da Darmian sulla destra: cross al centro, mezza girata al volo del Toro. Maignan vola, devia, non può nulla. L'1-0 mette l'Inter davanti, fin dall'inizio e costringe il Milan ad alzarsi. Si lotta a tutto campo, nessuno si risparmia. Volate di Leao, ripartenze di Perisic, folate di Barella. Il primo squillo del Milan al 12' su Kessie. Quando l'Inter si distende, però, fa male. Correa è mobile, Lautaro domina, Perisic come sempre è imprendibile. 

Alla mezz'ora è però a fare il forcing, sfruttando la grande capacità di Leao di volare nell'uno contro uno. Ci prova al 28' il portoghese, trovando Handanovic. Il numero 1 nerazzurro è bravissimo al 30' su una conclusione di Saelemaekers dal limite, poi viene salvato da Giroud che rimpalla un tiro a botta sicura del compagno Tonali. L'Inter alleggerisce, poi rischia due volte: Leao crea scompiglio nell'area nerazzurra ma trova prima un grandissimo salvataggio di Perisic, poi la respinta di Handanovic.

La paura per il pari dietro l'angolo, la forza di andare a raddoppiare: Correa inventa il tracciante rasoterra per Lautaro. Il Toro fugge sulla linea del fuorigioco, poi batte Maignan con un morbido tocco sotto di destro. Delirio nerazzurro, è 2-0.

Pioli prova a dare una scossa con la mossa che gli fruttò la vittoria a febbraio: inserisce Diaz che, da subito, tra le linee, si mette in mostra con vivacità e soluzioni pericolose. L'Inter è attenta, chiude i varchi e approfitta degli spazi che la difesa rossonera deve concedere. Lautaro va da solo, con coraggio e gamba: Maignan deve rifugiarsi in corner. Il Milan sa che deve stare attento, ma sa anche che deve spingere a tutta per riaprire il match.

Dal 60' al 70' l'Inter è chiusa nella propria area. Subisce, ma non si piega. Bastoni e De Vrij respingono due conclusioni pericolosissime. Difficoltà che ha come culmine il tiro di Bennacer che si infila in porta al 66'. Gol? No, perché Mariani annulla, dopo la on-field-review, per una posizione di offside di Kalulu sul tiro dell'algerino. Il Milan resta a mani vuote e allora arriva il momento di colpire, di chiudere i conti. Lo fa Robin Gosens, al suo primo gol in nerazzurro: traccia di Vidal, fuga di Brozovic e assist, conclusione dell'azione a rimorchio sul secondo palo. Il marchio di fabbrica del tedesco, che aveva debuttato in nerazzurro proprio nel derby d'andata.

3-0, senza appello. San Siro canta con i quasi 75mila che lo riempiono e ammirano la prova di una squadra forte, fiera, mai doma. Milano nerazzurra, ma è solo uno step. Ci sono ancora tanti passi da fare. Uno alla volta, tutti insieme.

IL TABELLINO

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 37 Skriniar, 6 De Vrij, 95 Bastoni (33 D'Ambrosio 79'); 36 Darmian, 23 Barella, 77 Brozovic, 20 Calhanoglu (22 Vidal 73'), 14 Perisic (18 Gosens 79'); 10 Lautaro (9 Dzeko 70'), 19 Correa (7 Sanchez 70').
A disposizione: 97 Radu, 2 Dumfries, 5 Gagliardini, 8 Vecino, 13 Ranocchia, 32 Dimarco, 88 Caicedo
Allenatore: Simone Inzaghi.

MILAN (4-2-3-1): 16 Maignan; 2 Calabria (46 Gabbia 73'), 20 Kalulu , 23 Tomori, 19 Hernandez; 8 Tonali (10 Diaz 46'), 4 Bennacer (33 Krunic 73'); 56 Saelemaekers (30 Messias 46'), 79 Kessie, 17 Leao (22 Lazetic 86'); 9 Giroud. 
A disposizione: 1 Tatarusanu, 83 Mirante, 5 Ballo Touré, 7 Castillejo, 12 Rebic, 41 Bakayoko.
Allenatore: Stefano Pioli.

Marcatori: 4' Lautaro (I), 40' Lautaro (I), 82' Gosens (I)
Ammoniti: Hernandez (M), Skriniar (I), Tomori (M)
Recupero: 1' - 6'.

Arbitro: Mariani.
Assistenti: Costanzo, Passeri.
Quarto Uomo: Abisso.
VAR: Mazzoleni.
Assistente VAR: Tolfo.


Carica altri risultati