MAZZARRI "VOGLIO UN'INTER CHE ABBIA ANIMA E IDENTITÀ"

"In questo gruppo le motivazioni sono già a mille, questa è stata la prima impressione, vogliono lasciarsi alle spalle l'annata passata"

PINZOLO - Prima conferenza stampa del ritiro estivo per Walter Mazzarri, che dal Paladolomiti di Pinzolo inizia a raccontare quanto fatto finora, a partire dai "dialoghi singoli, perché mi mancano ancora quattro-cinque giocatori ma tutti gli altri ragazzi li ho già sentiti perché per me è molto importante parlare con loro, voglio conoscerli, voglio tastare con mano. E da questi primi dialoghi ho riscontrato una grande disponibilità da parte loro, al di sopra delle migliori aspettative. Sono professionisti seri che vogliono riscattare l'annata passata, questa è un'ottima base di partenza. Non si può prescindere dalle emozioni forti, bisogna lavorare sulle motivazioni nel calcio ma in questo gruppo ho avuto la sensazione che le motivazioni siano già a mille".

A Mazzarri viene poi chiesto un commento a proposito dell'appellativo sergente di ferro, il tecnico sorride: "Io sono me stesso, è forse il tredicesimo anno che faccio l'allenatore professionista, porto i miei valori, probabilmente a livello giornalistico ora fa gioco così, dire così, forse perché prima che arrivassi io si dicevano delle cose. Ma a me piace parlare poco e fare fatti, ad oggi questa è la sensazione che ho avuto, buona, e credo di sbagliarmi difficilmente. Credo che questi ragazzi mi daranno tutto quello che hanno".

Fioccano poi le domande sul mercato, rispedite però al mittente: "Per serietà, non per essere ripetitivo, io rispetto i ruoli, il vostro è di fare la domanda ma io di mercato ne parlo solo con la Società. Piero Ausilio, Marco Branca, il presidente Moratti queste cose le sanno benissimo. Loro non devono mettere bocca più di tanto sul mio operato, sul modulo, io ne sarò responsabile anche davanti a voi, ma le scelte societarie saranno loro. Non voglio entrare in questi meandri, chiedete a loro, sul mercato vi daranno le risposte adeguate. Se c'è la possibilità di prendere grandi giocatori, ben contento, ogni allenatore è contento. Ieri un tifoso mi ha chiesto lo scudetto, ho detto 'fatemi arrivare, un momento'. Io voglio essere un punto di riferimento, uno serio, uno che non dice le palle: non possiamo scordarci che la rosa dello scorso anno è arrivata nona, io ora devo portarla al rendimento massimo, io voglio vedere un'Inter che non soccombe, che sia propositiva, che abbia un'anima, un'identità, un'Inter che non molli mai, queste sono le caratteristiche che penso di poter promettere".

Al tecnico nerazzurro viene poi anche chiesto un commento su Thohir e le vicende indonesiane: "Qualsiasi cosa che possa far bene all'Inter è ben accetta, il presidente mi ha detto 'lei stia tranquillo' e mi ringrazia perché non gli chiedo niente. E poi io sono concentrato a far rendere i giocatori, a far rivalutare i giocatori".


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